Dal 15 al 19 maggio il Gruppo Centauri si è diretto impavido verso la terra d’Abruzzo, ricca di storia, aspri paesaggi, vestigia romane, chiese antiche e cieli dipinti.

Quest’anno i partecipanti sono stati molti, con amici provenienti anche da altri Circoli: Bologna, Firenze, Napoli, Roma e Torino. Questo ha arricchito ancor di più l’entusiasmo e l’affiatamento tra i piloti e le numerose sportive signore al seguito.

La nostra base era a Santo Stefano di Sessanio, nell’Albergo Diffuso Sextantio, tutto per noi.

Le camere, sparse per il paese, sono memori di un vissuto antico e volutamente lasciate col loro carattere originale, ma dotate di tutti i comfort.

Venerdì di buon mattino, si comincia il nostro tour.

Il serpentone di moto, agile tra le curve e lungo un chilometro (calcolato!), non si è fatto intimidire dall’aria particolarmente frizzantina e qualche scroscio.

Diretto verso le pendici della Maiella e a Pescocostanzo con la sua imponente basilica rinascimentale e barocca, ha svicolato il Giro d’Italia (ahimè, qualcuno ci è rimasto invischiato…) per ritornare poi verso la Rocca di Calascio.

La Rocca, fiero baluardo diroccato, domina la valle e si apre su un aspro paesaggio che però, in questa stagione, è ingentilito da una magnifica fioritura di iris, viole e ranuncoli.

Il giorno dopo, accolti da un cielo terso e da un bel sole, visitiamo, con una simpaticissima guida, l’Oratorio di San Pellegrino superbamente affrescato.

Risalendo attraverso le Gole del Sagittario, spettacolare e suggestivo canyon, raggiungiamo Pescasseroli.

Qui, con la visita alla Fondazione Sipari, ci hanno messo alla prova sulle nostre conoscenze di Benedetto Croce.

Sulla via del ritorno, sosta alle rovine romane di Alba Fucens.

Come spesso capita in Italia, il sito è deserto e ciò ci fa ancor più apprezzare il grande anfiteatro dal fascino intatto e non comune.

La strada del ritorno ha attraversato, con belle curve e scorci magnifici, il Parco del Sirente-Velino.

Purtroppo, due moto ci hanno dovuto improvvisamente lasciare perché coinvolte in un tamponamento che, per fortuna, ha compromesso più i mezzi che non gli equipaggi, anche se, qualche botta è da registrarsi. Peccato davvero, non ci voleva, ma l’importante è che nessuno si sia fatto troppo male!

Domenica, con un sole luccicante, si riparte.

Il gruppo è in sella e pronto a salire a Campo Imperatore.

Salendo, si arriva d’incanto in un altro mondo, dove la terra tocca il cielo ed è difficile togliere dagli occhi e dal cuore la bellezza di questa natura.

Abbandonando l’imponente Corno Grande del Gran Sasso, ancora curve a nastro fino ai margini del lago di Campotosto da dove, dopo qualche arrosticino mangiato come se fossimo a una fiera paesana, ci dirigiamo verso L’Aquila.

Guidati da un sapiente architetto, gran conoscitore della storia aquilana, veniamo condotti ed edotti per un interessantissimo giro tra la Fontana delle 99 Cannelle, il centro città e Santa Maria di Collemaggio.

Non sazi di bellezza, la piccola chiesetta di Santa Maria ad Cryptas sulla via del ritorno ci offre un ciclo di affreschi romanici di notevole valore.

La mattina di lunedì, giornata di partenze: chi ritorna diretto verso casa, chi verso Pescara dove lascia le moto, chi va verso Nord.

Un folto gruppo si ritrova a Pesaro, ospiti a colazione del nostro presidente Tomaso di Seyssel Baldassini che con Costanza ci offre una generosa e squisita colazione nelle sale della loro magnifica casa.

Quindi, rientro.

Il giro è finito, ma siamo già pronti per una nuova avventura la prossima primavera.

Chissà dove ci porteranno i nostri Centauri?