Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

Grand Tour, grandi tavole Gli antichi Stati italiani e le loro cucine

19 Febbraio alle 8:00 - 17:00

7 – La Repubblica di Genova

Conversazione con Pierangelo Campodonico e Maria Canella

Pranzo a tema

 

Cari Consoci,

il prossimo 17 marzo avrà luogo il penultimo appuntamento del ciclo sugli antichi Stati Italiani, che sarà dedicato alla Repubblica di Genova: il 17 marzo di 450 anni fa, infatti, auspice Andrea Doria, venivano giurate le leges novae, che ressero la Repubblica fino al trauma napoleonico, in un lungo tramonto risplendente di tutti i colori delle tavolozze dei pittori del Siglo del los genoveses, le cui opere, insieme a una infinita ricchezza di arredi e argenterie, venivano tesaurizzate nelle chiese (rigorosamente di proprietà privata) e nei palazzi cittadini grazie all’oculato investimento di una piccola parte di quell’oro che nasceva in America, moriva in Spagna per venire sepolto in una Genova che aveva ormai accantonato la tensione verso il mare (destinata a riemergere dopo l’unità nazionale nell’avventura della marineria mercantile italiana) in cambio di una tranquilla e soprattutto prospera terza età nel ruolo di finanziatrice della potenza spagnola.

 

Questa fase “introspettiva” della parabola dello Stato genovese (che sta alla base dei cliché sull’attenzione al danaro e su una certa diffidenza nei confronti di tutto ciò che sia “foresto”, non del tutto ingiustamente attribuite agli indigeni), tuttavia, era stata preceduta da un’infanzia (quella delle crociate) e da una giovinezza (quella dei conflitti con Pisa e con Venezia) a dir poco tumultuose, in cui la Superba, sia pure attraverso percorsi diametralmente opposti a quelli della rivale adriatica, assurgeva a vette non inferiori, come dimostra l’affitto a suon di palanche da parte del re d’Inghilterra del diritto di issare la bandiera con la croce di San Giorgio sulle aste delle sue navi.

Se, infatti, la cifra dell’ascesa di Venezia va ricercata nella necessità di cooperazione imposta dalla esigenza di ovviare all’assenza di confini naturali costruendo un habitat artificiale nella laguna, a Genova, in una città chiusa fra montagne già impervie e un mare profondo, il bisogno di limitare la competizione interna si trovava molto in basso nella lista delle priorità: fin dai tempi della Compagna communis, primo statuto cittadino italiano, risalente al 1094, quindi, il tratto dominante nella Superba fu una sorta di anarco-capitalismo ante litteram, che faceva anche della guerra un’attività privata, ma che riusciva a generare “efficienze” tali da annientare prima la potenza pisana allo scoglio della Meloria nel 1284 e da battere poi regolarmente le flotte sfornate dall’Arsenale veneziano, estendendo le proprietà genovesi dall’Egeo al Mar Nero.

 

Il prezzo del modello organizzativo decentrato per cui, se conveniva, ogni spiaggetta pietrosa delle riviere si trasformava in cantiere e ogni cittadino in mercante e corsaro, tuttavia, a lungo andare, fu la vanificazione di qualunque successo esterno a causa di un livello di competizione intestina ancor più intenso di quello toscano, che induceva i soccombenti addirittura a fare ricorso allo straniero conducendo, a cavallo fra ‘400 e ‘500, all’umiliazione autoinflitta della due brevi parentesi delle dominazioni viscontea e francese. Non stupisce, quindi, che, dopo la pacificazione interna del 1576 i genovesi abbiano per così dire tirato i remi in barca, dando vita a una repubblica forse un po’ sonnacchiosa ma capace, prima di essere cancellata dalla carte geografiche nel congresso di Vienna, di divenire tanto cara ai suoi abitanti da fare di Genova il teatro dell’unica sollevazione antiunitaria del 1848 e da conservare ancora oggi un fortissimo sentimento di appartenenza locale testimoniato dalla quantità di bandiere con la croce di San Giorgio che continuano a garrire al vento lungo la costa della ex metropoli, da Arenzano a Rapallo.

 

La serata avrà inizio alle 19 con una conversazione intorno al rapporto fra lo Stato genovese e il mare, e, in particolare, alla figura di Andrea Doria come esemplare di questa relazione, condotta da Maria Canella con il professor Pierangelo Campodonico, direttore del Galata Museo del Mare di Genova e proseguirà intorno alle ore 20,30 con un pranzo, dedicato a una selezione di piatti della cucina genovese.

 

Il costo del pranzo sarà di 50 Euro a persona per un numero massimo di 74 partecipanti seduti. Le prenotazioni relative agli ospiti potranno essere effettuate a partire dal giorno 26 febbraio 2025, limitatamente ai posti non riservati in precedenza dai nostri consoci e dalle nostre consorti. Le prenotazioni e le disdette, comunque, dovranno pervenire entro venerdì 13 marzo, all’indirizzo di posta elettronica prenotazioni@circolodellunione.it (per le disdette che giungessero oltre tale data il costo della serata sarà comunque addebitato sempre che non subentri un consocio in lista d’attesa).

 

Si raccomanda d’informare i propri ospiti che la sera in foresteria per i Signori sono indispensabili l’abito scuro e le scarpe nere e per le Signore un abbigliamento adeguato.

 

Cordiali saluti,

 

IL DIRETTORE ALLA CULTURA                                 IL DIRETTORE ALLA CUCINA

Francesco Donati de’ Conti                                              Romualdo Richichi

Dettagli

Data:
19 Febbraio
Ora:
8:00 - 17:00
Categorie Evento:
,

Organizzatore

Segreteria
Email
segreteria@circolodellunione.it